Olio d’Abruzzo, protagonista di un territorio

Anche quest’anno alla IX edizione del Sol d’Oro, evento collaterale al Sol, il Salone internazionale dell’Olio Extravergine di Oliva di Qualità in programma al Vinitaly di Verona dal 7 all’11 aprile 2011, i produttori abruzzesi sfideranno la concorrenza agguerrita degli oli stranieri.

Con il vino e il pane di frumento, l’olio completa la trinità dei cibi sacri alle civiltà nate attorno al Mediterraneo. Non a caso, nel De Re Rustica Lucio Giunio Moderato Columella, uno dei più grandi esperti di trattati di agricoltura dell’epoca antica, nel I secolo d.C. scrive Olea prima omnium arborum est, vale a dire “l’ulivo è il primo di tutti gli alberi”.
In Abruzzo l’olivo fu introdotto sin dal V secolo a.C. e la sua coltivazione, così come la produzione dell’olio di oliva, vennero sviluppate dai predecessori di Gaio Giulio Cesare, come confermano diversi torcularia tuttora conservati nell’area aprutina che comprende quattordici importanti centri situati intorno alla cittadina di Loreto Aprutino.
In questa regione, infatti, sono oltre 40.000 gli ettari di territorio collinare dove il vento che bisbiglia da secoli tra le vallate ha obbligato gli ulivi alla loro caratteristica forma ritorta facendo assumere al paesaggio una precisa identità ed è sempre qui che la raffinata conoscenza contadina ha permesso, nel tempo, di selezionare il numeroso patrimonio varietale presente: il Leccino, la Dritta, la Gentile, la Nebbio, la Cucco, il Tortiglione, la Castiglionese, la Carboncella e la “peligna” Monicella.
Ogni anno, tra la metà di ottobre e la prima decade del mese di dicembre, Madre Natura invita gli abruzzesi alla raccolta a mano delle drupe, ovvero alla “brucatura”: è questo il periodo solare nel quale i contadini meditano, tastano, rimandano, decidono; il loro rapporto con il cielo e con le stelle è intenso, seducente e assume un fascino che si gemella solo con quello provato dai naviganti. Attorno alla raccolta delle olive, in Abruzzo, resiste dunque un’aura ancestrale fatta di esperienza, talento, divinazione e fortuna. L’olivo e l’olio, come tali, sono infatti fortemente radicati nel tessuto più intimo delle vicende umane dei centri e dei borghi dannunziani dove questi prodotti, anzi questi alimenti, grazie alla maestria dei frantoiani, hanno rappresentato per secoli la base dell’economia agricola locale.
olio_01Azzeccare il momento migliore per la raccolta, che coincide con l’invaiatura dei frutti, una fase cioè che precede considerevolmente la maturazione fisiologica degli stessi, significa ottenere un olio extra vergine (costituito, per legislazione, per oltre il 98% da trigliceridi, oltre a piccole quantità di di- e mono-gliceridi) di massima qualità che eccelle in maniera superba per caratteristiche fisico-chimico e organolettiche.
A tal proposito è doveroso segnalare come molti ricercatori di diversi atenei italiani hanno portato a termine, di recente, una lunga e meticolosa indagine scientifica sulle proprietà salutistiche relative alle tre DOP abruzzesi che sono risultate essere di eccellente qualità e, soprattutto, particolarmente ricche di oleocantale, una molecola che in questi anni viene studiata in tutto il mondo per le sue sorprendenti proprietà anti-infiammatorie. Davvero alte, infine, anche le concentrazioni in polifenoli, molecole che conferiscono all’olio di oliva potenti attività antiossidanti.

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