Il collezionista di emozioni

D’Annunzio amava definirsi “operaio della parola” e per sottolineare l’atto creativo dello scrittore, la sua operosità artigianale, chiamò il suo studio al Vittoriale Officina e sulla sua scrivania fece porre una piccola incudine a simboleggiare anche la fatica del lavoro. Nelle librerie sono custoditi gli strumenti necessari alla scrittura: vocabolari, manuali, repertori e lessici.
Di questi volumi fa largo uso nella sua ricerca erudita ma godibilissima, anche Stanislao Liberatore – “artigiano della parola” e pescarese come d’Annunzio – per queste pagine a carattere intimistico, introspettivo e memoriale.
Come il grande poeta, anche Liberatore intuisce l’importanza degli istinti primitivi e animaleschi nell’agire umano e, felicemente, li traduce sulla carta.
“L’artista scrittore è colui che possiede la facoltà di creare la vita”: rivolgo questo auspicio dannunziano allo “studente perpetuo” Stanislao Liberatore e ai suoi lettori affinché perseverino nella ricerca e nella creazione di immagini pulsanti di vita come quelle che seguono.

Prof. Giordano Bruno Guerri
Giornalista e Scrittore
Presidente della Fondazione
Il Vittoriale degli Italian

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