Regina di Miele 2011 - IX Edizione - 24 e 25 settembre 2011 - Tornareccio (CH) [...]

L’Abruzzo e l’antica coltura della vigna

La produzione di uve raggiunge mediamente 5 milioni di quintali annui
01.12.2006 08:00
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Enoteca regionale
Punto di riferimento per enologi, produttori e addetti ai lavori, nonché per appassionati ed estimatori della vite è l’Enoteca Regionale d’Abruzzo, vetrina di riguardo per le migliori produzioni della regione. Ospitata nel seicentesco Palazzo Corvo in Ortona (Chieti), a pochi metri dal Castello Aragonese, è stata istituita nel 1995 dall’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo ed è gestita da un Comitato di programma e sorveglianza composto da rappresentanti dei produttori, degli operatori settoriali e di istituzioni pubbliche e private. Nell’accogliente ambientazione del wine bar offre degustazione di vini al bicchiere sotto consiglio qualificato dei sommelliers che accompagnano il visitatore-assaggiatore in visita guidata, utile a far apprezzare sfumature e particolari sensazioni di ogni singolo vino. I produttori aderenti all’Enoteca sono 80, le etichette preventivamente selezionate dalla commissione tecnica che ne garantisce il mantenimento degli standard, sono 200 e comprendono i migliori d.o.c.: Montepulciano Abruzzo, Cerasuolo, Trebbiano Abruzzo, Controguerra, Colline Teramane.


Viticoltura in Abruzzo
Viticoltura e Abruzzo è binomio inscindibile. Allo sguardo esperto non sfuggono tracce di antichi vigneti sulle colline intorno al Fucino e sulle colline soleggiate dell’aquilano. Oggi la vista si ripete sulle distese di vigneti a tendone o spalliera che coprono colline litoranee ed estensioni interne di più antica tradizione viticola. La coltura della vite è così antica da non invidiare le produzioni di altre più blasonate regioni poiché la tradizione le viene da popolazioni pre-romaniche.
La viticoltura interessa circa 35.000 aziende, delle quali il 50% a coltivazioni legnose agrarie e il 41,3% a Superficie Agricola Utilizzabile, con particolare incremento di quest’ultima, nell’ultimo decennio, nella coltura della vite. La produzione abruzzese di uve tocca mediamente 5 milioni di quintali annui, cui corrispondono in media 3,6 milioni di ettolitri all’anno, dei quali il 40% imbottigliato in regione. Oltre l’80% della produzione complessiva proviene da 40 cantine cooperative, delle quali 33 della provincia di Chieti, che copre l’80% del vino regionale.


Vitigni
Montepulciano d’Abruzzo
È di vigoria medio-buona, a germoglio tardivo, di tralcio medio. Preferisce terreni di medio impasto, profondi, mediamente argilloso-calcarei. Esige forme di allevamento non troppo espanse e potature non troppo corte. La produzione è medio-buona ed abbastanza costante sia nelle forme a potatura corta che medio-lunga.

Trebbiano abruzzese
Vigoroso a germogliamento medio-tardivo, si adatta ad ambienti diversi preferendo terreni collinari ed argillosi. Preferisce potature medio-lunghe e ricche. La produzione è abbondante e costante.

Cococciola
È autoctono abruzzese, coltivato soprattutto in provincia di Chieti, nei Comuni di Vacri, Ari e Rocca San Giovanni. È stato riscoperto grazie alla qualità del prodotto riferita ad aromi ed acidità fissa. La vigoria è media e si adatta a potature non troppo ricche. La produzione è abbondante.

Pecorino
Di origine incerta ma da lungo tempo presente nelle regioni centrali italiane. La bacca è bianca, la foglia medio-piccola, quasi intera. Il grappolo è medio, lungo, piramidale-cilindrico con acino piccolo e rotondo di colore verde-giallo a maturità. La vigoria è medio-buona.

Passerina
Appartiene alla grande famiglia dei trebbiani, autoctono delle regioni centrali italiane. In Abruzzo se ne trovano modeste quantità, nel teramano e nell’aquilano come trebbiano campolese oppure camplese; nel chietino trebbiano scenciato e nel pescarese trebbiano dorato. Ha bacca bianca e foglia grande, grappolo medio, acino medio-grande, un po’ puntinato, giallastro a maturità.

Malvasia abruzzese
Sicuramente presente in Abruzzo dal secolo scorso. Ha bacca bianca e foglia medio-grande; grappolo grande, lungo, alato; acino medio-piccolo, rotondo con buccia trasparente; media vigoria.

Montonico
Anche questo è presente in Abruzzo almeno dal secolo scorso, soprattutto in provincia di Teramo (Montonico di Bisenti e Poggio delle Rose). La bacca è bianca, la foglia medio-grande, pentalobata; grappolo grande, cilindrico piramidale; acino grande, rotondo, appena punteggiato; vitigno vigoroso.

Moscatello di Castiglione a Casauria
Comparso nella zona omonima da almeno due secoli, è considerato di gran pregio. È a bacca bianca, foglia di media dimensione, pentalobata; grappolo medio-piccolo, piramidale; acino medio, un po’ ellittico; buccia giallastra a maturazione.


Caratteristiche dei D.O.C. e D.O.C.G. abruzzesi
Sono tre le Denominazioni Origine Controllata che rappresentano la vitivinicoltura abruzzese: il Trebbiano d’Abruzzo, il Montepulciano d’Abruzzo (Rosso e Cerasuolo) e il Controguerra.
Trebbiano e Montepulciano hanno stessa area di distribuzione, corrispondente alle zone più vocate che, grazie alla loro ampiezza territoriale, producono vini con sfumature locali molto interessanti.
Il Controguerra è vino prodotto in una zona territorialmente limitata a cinque Comuni della Val Vibrata, in provincia di Teramo: Ancarano, Torano Nuovo, Controguerra, Corropoli e Colonnella.


Trebbiano d’Abruzzo
È ottenuto quasi esclusivamente dalle uve dei vitigni Trebbiano d’Abruzzo (Bombino bianco) e/o Trebbiano Toscano con eventuale piccola aggiunta (max. 15%) di altre uve a bacca bianca non aromatici autorizzati dalla Regione Abruzzo. Le uve provengono da vigneti a 500 metri, eccezionalmente a 600 per quelli esposti a mezzogiorno o ai degradanti verso il mare. La resa massima delle uve non deve superare i 140 quintali per ettaro.
Il vino ha colore giallo-paglierino, odore gradevole, delicatamente profumato, sapore asciutto vellutato e armonico. La gradazione alcolica minima, al momento del consumo, è pari all’11,5%. Va gustato fresco (10-12° gradi) in abbinamento a piatti di pesce, a primi leggeri ed a formaggi freschi.
Molti produttori del Centro Italia indirizzano le potenzialità del vitigno alla maturazione del vino in piccole botti di rovere (barrique) che conferiscono al Trebbiano d’Abruzzo maggiore complessità di profumi e sapori.


Montepulciano d’Abruzzo
Certamente originario dell’Abruzzo, da non confondere con quello toscano che trae denominazione dal Comune e non dai grappoli che ne caratterizzano l’uvaggio. Il vitigno abruzzese è originario della Valle Peligna, coltivato da oltre due secoli sulle colline.
Il vino si ottiene dalle uve del vitigno omonimo con eventuale piccola aggiunta, max. 15%, di altre uve di vitigni a bacca rossa autorizzati dalla Regione Abruzzo. La resa massima d’uva non deve essere superiore a 140 quintali per ettaro di vigneto in coltura specializzata.
Il Montepulciano d’Abruzzo rosso si caratterizza per colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendente all’arancione se invecchiato, ha odore vinoso, tenue e gradevole, sapore asciutto, morbido e sapido, leggermente tannico, gradazione alcolica minima pari all’11,5%. Possiede grande corpo e struttura che lo rende adatto all’invecchiamento. Si sposa bene con piatti a base di carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.
Dopo limitata fermentazione con vinacce, le uve Montepulciano producono un vino di colore rosso ciliegia, più o meno carico, denominato Cerasuolo, di odore gradevole, delicatamente vinoso, fruttato, fine ed intenso, sapore secco, morbido, armonico, delicato con retrogusto mandorlato. La resa massima di uva non deve superare i 140 quintali per ettaro, gradazione alcolica minima pari all’11,5%. È consigliato per primi piatti con sughi leggeri, carni bianche, pesce azzurro dell’Adriatico e baccalà.

Controguerra
Riconosciuto D.O.C. nel 1996, annovera vini di grande pregio e diverse tipologie. La resa massima di uve per ettaro in coltura specializzata non può superare 120 quintali per ettaro per i rossi e 140 per i bianchi.
Il Controguerra Rosso, anche novello, è ottenuto, come da disciplinare, dal minimo di 60% di Montepulciano, di 15% di Merlot e/o Cabernet Sauvignon e di altre uve di vitigni a bacca rossa, autorizzati, fino al massimo del 25%.
Il colore è rosso rubino intenso, odore vinoso, sapore asciutto, leggermente tannico, caratteristico; la gradazione alcolica minima, al momento del consumo, deve essere pari al 12%. Si abbina con i piatti più impegnativi della cucina tipica italiana.
Quando raggiunge la gradazione alcolica minima del 12,5% ed è sottoposto per 24 mesi ad invecchiamento, dei quali 6 mesi di affinamento in bottiglia a partire dal 1 dicembre dell’anno di vendemmia, prende il nome di Riserva.
Il D.O.C. Controguerra Bianco è ottenuto da Trebbiano Toscano per 60% minimo e Passerina per 15% oltre ad altri vitigni a bacca bianca autorizzati, fino al 25% massimo. Ha colore giallo paglierino, odore fruttato, sapore secco, leggero retrogusto amarognolo, gradazione alcolica minima al consumo dell’11%. Si consuma con piatti a base di pesce.
Altre tipologie di notevole interesse sono lo spumante bianco, il passito bianco e rosso, il D.O.C. Controguerra che, con la menzione Merlot, Cabernet, Ciliegiolo, Pinot nero, Passerina, Riesling, Moscato e Chardonnet, è riservata a vini ottenuti da uve di vigneti con almeno l’85% del corrispondente vitigno.

Montepulciano d’Abruzzo
Colline Teramane D.O.C.G.
Sottozona dal 1995, il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, dalla campagna vinicola 2003 ha ottenuto la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita. In base al suo disciplinare, deve essere prodotto nei terreni collinari o d’altopiano della provincia teramana, con almeno il 90% di Montepulciano ed al massimo il 10% di Sangiovese. La resa massima di uva non deve superare le 9,5 tonnellate per ettaro, la gradazione alcolica minima deve essere del 12,5%.
Il vino ha colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendente all’arancione se invecchiato, profumo caratteristico, etereo, intenso, sapore asciutto, pieno, robusto ma armonico e vellutato. Se sottoposto ad invecchiamento superiore a tre anni, prende nome di riserva.

info@encounterabruzzo.it






Abruzzo and the ancient vineyard harvest

The annual grape production
averages about 500 million tonnes

The Regional Wine Cellar
A point of reference for the local wine-making is the Abruzzo Regional Wine Cellar, a window on the best productions of the region. Based in the 16th century Corvo Palace in Ortona (Chieti) near the Aragon Castle, it was founded in 1995 by the Regional Agency for Services and Growth in Agriculture and is run by a committee of producers, operators and institutions. Visitors can have guided tours with the opportunity of tasting many wines under the supervision of qualified sommeliers in a wine bar setting. There are 80 producers that have been awarded the sign of quality of the wine cellar, and about 200 products carry the highest mark of quality, “d.o.c”: Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo, Trebbiano d’Abruzzo, Controguerra and Colline Teramane.

Vine growing in Abruzzo
Vines and Abruzzo are inextricably linked with some ancient vineyards still visible near Fucino and on the sunny slopes near L’Aquila. Vineyards can now be found from the coastline right up towards the mountains where the tradition dates from pre-Roman times.
There are about 35,000 companies involved in vine growing in Abruzzo, with vineyards covering 41.3% of the usable agricultural land which has increased noticeably during the last 10 years. Annual grape production here averages about 500 million tonnes which corresponds to 360 million litres of wine a year, 40% being bottled in the region. 40 large cooperative wine growers associations produce over 80% of this total, 33 of which are based in the province of Chieti.

Vines
Montepulciano d’Abruzzo
Late budding with medium-good levels of growth, it prefers a mix of clay and calcareous soils with pruning not being exaggerated. Production is consistently good from this vigorous variety, both from vines kept shorter or longer.

Trebbiano Abruzzese
A vine adapted to different environments, it prefers heavier soil in elevated positions. It is relatively late budding, prefers light pruning and provides an abundant and consistent harvest.

Cococciola
A native Abruzzo vine cultivated mainly in the province of Chieti near Vacri, Ari and Rocca San Giovanni, it was rediscovered thanks to its quality and fixed levels of acidity. It provides an abundant crop, with moderate levels of growth, preferring light pruning.

Pecorino
A vigorous vine of uncertain origins, but visible for generations in the central regions of Italy, its fruit is white, the bunches have a long pyramid-cylindrical shape and the small fruit turn yellow-green when mature.

Passerina
Found in modest quantities in Abruzzo, it is part of the large Trebbiano family native to the central regions of Italy. Also called trebbiano campolese or camplese in the provinces of Teramo and L’Aquila, trebbiano scenciato in Chieti, and trebbiano dorato in Pescara, its large white fruit is found in big bunches, turning yellow at maturity.

Malvasia abruzzese
Present in Abruzzo since the last century, its has white fruit with transparent skins in large bunches which grow moderately quickly.

Montonico
This variety has been present in Abruzzo since at least the last century, particularly in the province of Teramo (Montonico di Bisenti and Poggio delle Rose). It has a large, slightly pointed white fruit that grows vigorously into large cylindrical bunches with medium-large foliage.

Moscatello di Castiglione a Casauria
It first appeared in the area almost two centuries ago and is still highly regarded. It has medium sized, white, oval shaped fruit which turn slightly yellowish at maturity.

Characteristics of “D.O.C” and “D.O.C.G” Wines from Abruzzo
There are three D.O.C (Origin Controlled Denominations) representative of Abruzzo winemaking; Trebbiano d’Abruzzo, Montepulciano d’Abruzzo (Red and Rosé) and Controguerra. Trebbiano and Moltepulciano are both diversely grown and produce wines that are well received. Controguerra is only produced in five communities in the Vibrata valley in the province of Teramo.

Trebbiano d’Abruzzo
Almost exclusively obtained from Trebbiano grapes (Bombino bianco) and/or Trebbiano Toscano, with a small addition (max 15%) of other non-aromatic white grapes authorised by the Region of Abruzzo. The vineyards are typically found at an altitude of 500 m, sometimes 600 m for those on sunny slopes or that face the sea. The maximum yield allowed is 14 tonnes per hectare.
The wine has a pale yellow colour, lightly perfumed aroma with a velvety dry taste. The minimum alcohol content is 11.5% and it should be served at 10-12° C with fish dishes, starters and fresh cheese. Many central Italian producers suggest that it should be matured in small durmast barrels (barrique) that enhance the aroma and taste of the finished wine.

Montepulciano d’Abruzzo
Not to be confused with the variety from Tuscany bearing the same name, Montepulciano d’Abruzzo originated in the Peligna valley and has been cultivated locally for more than two centuries. The wine is obtained from the grapevines of the same name, sometimes with the addition of a small quantity (max 15%) of other red grapes authorised by the Region. The maximum yield is 14 tonnes per hectare from specialised vineyards.
Red Montepulciano d’Abruzzo is characterised by its intense ruby and violet colouration with a concentrated perfume and a full bodied taste, well suited to long maturity. The minimum alcohol content is 11.5% and it marries well with red meats, wild fowl and mature cheese.
After a limited fermentation, Moltepulciano d’Abruzzo grapes produce a more transparent cherry red wine called Cerasuolo, delicately fruity, fine and intense with a dry harmonious taste. The maximum yield is 14 tonnes per hectare with a minimum alcohol level of 11.5%. It goes well with first courses, white meat and fish dishes including stockfish (baccalà).

Controguerra
Re-recognised “D.O.C” in 1996, it includes many prestigious wines. The maximum yield from specialised cultivation is 14 tonnes per hectare for white grapes and 12 tonnes per hectare for red grapes.
The Red and Novello Controguerra wines are both obtained from a minimum of 60% Montepulciano d’Abruzzo, 15% Merlot or Cabernet Sauvignon and other red grape varieties which cannot exceed 25% of the total volume. The wine has an intense dark red colouration with a dry, lightly tannic taste, a minimum alcohol content of 12% and goes well with many traditional Italian dishes. It can be called Riserva (reserve) when it exceeds 12.5% and has been matured for 2 years, 6 months in its bottle, from the 1st of December in the year of harvesting.
The White Controguerra D.O.C has a minimum alcohol content of 11% and is obtained using a minimum of 60% Trebbiano Toscano, 15% Passerina and a maximum of 25% of other varieties of white grapes authorised by the Abruzzo Region. It has a pale yellow colour, a fruity bouquet and a smooth dry taste ideally suited to accompany fish dishes. Other interesting wines include the white spumante, the white and red passito (made with dry grapes) and the Controguerra d.o.c.

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane D.O.C.G.
Locally produced since 1995, Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane obtained the D.O.C.G (Guaranteed Origin Controlled Denomination) certification during the 2003 production. It is a wine that must be produced from grapes grown in the hills or plateaus in the province of Teramo containing at least 90% Montepulciano and a maximum of 10% Sangiovese. The maximum harvest is 9.5 tonnes per hectare and the alcohol content must be at least 12.5%.
An intense ruby colour with violet reflections it has a characteristic aroma and a velvety full bodied taste. If matured for more than three years it can be called Riserva (reserve).

info@encounterabruzzo.it

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