Regina di Miele 2011 - IX Edizione - 24 e 25 settembre 2011 - Tornareccio (CH) [...]

Il convivium dei Cesari

Segreti, lussi e curiosità dell'aristocrazia romana a tavola - Edizioni Qualevita - Torre dei Nolfi (AQ) Ottobre 2005 - Euro 12,50
01.03.2006 08:00

“Il cibo è cultura perché ha inventato e trasformato il mondo. E’ cultura quando si produce, quando si prepara, quando si consuma. E’ il frutto della nostra identità e uno strumento per esprimerla e comunicarla”. Così scrive Massimo Montanari, autore di pagine memorabili dedicate alla storia dell’alimentazione, fondamentali nella rivalutazione della tavola come elemento basilare di civiltà. Quando ci si occupa di storia romana, troppo spesso si trascurano o si sottovalutano gli usi e i costumi dei nostri progenitori a tavola. Fin dai primi anni trascorsi sui banchi di scuola, apprendiamo come i figli di Romolo combattevano, governavano, costruivano e componevano grandi opere; quasi mai ci viene detto come mangiavano, se non nelle occasioni in cui il cibo influenzò in maniera determinante il corso degli eventi. Eppure questo, in un certo senso, è sempre avvenuto. Lo diciamo non tanto per voler abbracciare l’umanesimo integrale di Feuerbach (“l’uomo è ciò che mangia”), ma perché siamo convinti che l’alimentazione, i suoi tempi, i suoi riti abbiano sempre scandito il ritmo stesso della Storia e che i cambiamenti dei gusti abbiano costantemente coinciso con le sostanziali fasi di trasformazione delle civiltà e delle loro strutture. Pertanto, anche in vista di una nostra conoscenza profonda e completa della storia dell’uomo, è inaccettabile la ghettizzazione alla quale, per secoli, gli studiosi hanno condannato il cibo e tutto ciò che a esso è legato. Le parole di Stanislao Liberatore spaziano sapientemente tra la scienza e la divulgazione, tra l’aneddoto e la pagina di storia, recuperando un momento apparentemente ordinario ma in realtà imprescindibile della quotidianità dei nostri avi. Parole che non pretendono di essere assolutamente esaustive, ma che riescono ad appagare “la fame” del lettore curioso e a stuzzicare quella di chi, dopo questa lettura, si sentirà stimolato a volerne sapere di più. Il convivium dei Cesari è un libro per tutti: per gli studenti di oggi che, grazie all’agevole penna di Liberatore, avranno a disposizione un valido strumento per farsi un quadro più chiaro e – perché no? – meno paludato della civiltà romana; per quelli di ieri, ai quali una proposta didattica ottusa e presuntuosa non aveva mai offerto la possibilità di leggere la Storia anche attraverso quest’ottica. La valenza culturale, sociale, etica del cibo è indiscutibile. L’averla trascurata così a lungo una colpa da emendare.

Prof. Paolo Lauciani
Docente di Lettere Classiche
e Dottore di Ricerca in Filologia Greca e Latina
Sommelier A.I.S. e Winewriter
Collaboratore della rubrica del TG5 Gusto

info@encounterabruzzo.it




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